[ENG] HF21: that is why I believe that it is right to bring rewards to 50/50 (Curation/Author) // [ITA] HF21: ecco perchè credo sia giusto portare le rewards al 50/50 (Curation/Author)

in #steem2 years ago

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Un saluto a tutti,

una delle novità più importanti per l'utente comune di questa blockchain, cioè chi scrive post e vota per ottenere le curation rewards, in arrivo con l'Hard Fork 21 è il cambio della percentuale delle rewards che viene distribuita tra autore e curatori.
Se fino ad oggi eravamo abituati a percepire il 75% delle rewards nei panni di autore e il 25% delle stesse nei panni di curatore, da martedì 27 agosto 2019 le cose cambieranno drasticamente in quanto questa percentuale passerà al 50% per entrambe le categorie e quindi, secondo quello che un ragionamento immediato potrebbe far pensare, i curatori guadagneranno qualcosina in più e gli autori qualcosina in meno.

Ma le cose potrebbero anche non essere così.

Infatti chi è già abituato a scrivere post per qualcuna delle Scot Tribes, in cui le percentuali delle rewards tra autori e curatori sono già al 50/50, potrà aver già notato che, con questa nuova distribuzione paritaria, è più facile ottenere il voto di qualche balena di qualcuna di queste Tribes e questo proprio alla luce del fatto che si è più portati alla curation sapendo che questa pratica è retribuita con un bel 50% delle rewards totalizzate da un post.

Il ragionamento di fondo è che riducendo la percentuale di rewards che vanno agli autori si disincentivano (o almeno nelle intenzioni dovrebbe essere così) alcuni comportamenti negativi quali l'autovoto e la pubblicazione di post di bassa qualità a favore di un'impegno maggiore degli autori a produrre buoni post e dei curatori di distribuire con maggiore criterio i propri voti.
Un autore percepirà una percentuale minore sulle rewards dei propri post ma di contro dovrebbe vedere crescere le rewards totali di questi ultimi andando a compensare la perdita percentuale e, forse, andando a guadagnare più di prima.

Ma c'è anche un ragionamento diverso che va fatto e che sta alla base di tutto il sistema su cui il nostro Social Media si fonda e ancora oggi, a distanza di tre anni, funziona.


Per poter dare valore al proprio voto c'è solo una strada: mettere in stake i nostri steem sotto forma di SP (Steem Power); quindi di fatto per poter avere un voto che valga qualcosa bisogna investire nella blockchain.

Si potrebbe dunque dire che un curatore non è soltanto una persona che legge un post e decide di votarlo, ma fondamentalmente è un investitore/stakeholder e come tale va considerato.
Un investitore ha come finalità ultima ottenere un profitto dal proprio investimento e quindi cercherà il modo di raggiungerlo; se non c'è possibilità di ottenere dei profitti, lo stakeholder passerà a un nuovo progetto lasciando quello attuale dal quale non riesce ad ottenere dei rendimenti positivi soddisfacenti.

Quindi mettiamo da parte i finti moralismi e vediamo la cosa dalla giusta prospettiva: chi investe dei soldi in qualcosa lo fa perchè ha come ultimo scopo quello di ottenere un profitto.
Poi potranno seguire altre motivazioni, come ad esempio far parte di qualcosa di innovativo e che cambierà il modo di vedere le cose.

Trasportiamo questo ragionamento sulla nostra blockchain e proviamo a riformulare questi concetti; molti utenti hanno deciso di investire dei soldi per acquistare degli Steem e metterli in stake sotto forma di Steem Power, molti altri hanno deciso di convertire i guadagni dei propri post per fare la stessa cosa.
Entrambi sono degli investitori e si aspettano dei ritorni su questo investimento.
Questo utile potrà venire dalle curation rewards o delegando gli steem messi in stake a qualcuno che possa offrirgli una percentuale di guadagno variabile.

Dall'altra parte l'autore di un post non investe null'altro che il proprio tempo. Per quanto sappiamo che quest'ultima è una risorsa fondamentale e purtroppo molto limitata al giorno d'oggi, non è quantificabile in termini economici.

In ogni caso nell'ecosistema di Steem, chi ha più da perdere è sicuramente lo stakeholder perchè ha vincolato i propri Steem Power che sono soggetti alle quotazioni del mercato e che richiedono un tempo di 13 settimane per essere sbloccati.
Quindi mentre un autore ha investito del tempo (che probabilmente ha reputato di poter perdere per scrivere un articolo) e niente di più, un curatore ha investito dei soldi che sono soggetti alla volatilità del mercato (molto maggiore in quello delle criptovalute) e dei quali non può rientrare immediatamente in possesso.

C'è un equazione che va considerata e che viene subito alla mente alla luce del ragionamento appena affrontato:

AUTORE : tempo investito = CURATORE : capitale investito

in altri termini:

AUTORE : rischio zero = CURATORE : rischio 100%

Questo è sostanzialmente quello a cui tutto si riduce, se eliminiamo dal ragionamento tutto il contorno che costituisce la nostra blockchain.


Dopo aver fatto tutto questo ragionamento, appare evidente come sia corretto che il guadagno venga equamente distribuito perchè se è vero che l'autore di un post produce uno sforzo e perde del tempo è altrettanto vero che il rischio sta tutto dalla parte del curatore/stakeholder che immobilizza un capitale che è soggetto alle fluttuazioni del mercato.

Alla base di tutto c'è che entrambi (autore/curatore) hanno un ruolo fondamentale e che uno non può esistere senza l'altro, almeno in un Social Media strutturato come questo dove alla base c'è una retribuzione per i post e per chi li vota.

Quindi a mio parere ben venga questo Split al 50/50, che anzi spero si possa tradurre in un aumento del desiderio di possedere Steem Power e di conseguenza possa avere un'influenza positiva sulle quotazioni di steem.
Infatti a minore circolazione di steem liquidi (perchè messi in stake al fine di ottenere steem power) corrispoderebbe una pressione all'acquisto di quelli rimanenti con conseguente innalzamento delle quotazioni. Ripeto è solo un mio parere, alcuni di voi potrebbero non essere d'accordo con tutto quello che ho detto, ma fa parte del normale ciclo delle cose.

Se le cose andranno realmente così come ho detto lo scopriremo insieme nelle prossime settimane, per ora non ci resta che continuare con il nostro lavoro, che sia da curatore o da autore... o da entrambi, come è il caso del sottoscritto.

Un saluto a tutti
Carlo (@miti)


Disclaimer: I contenuti di questo articolo non intendono in alcun modo costituire sollecitazione al pubblico risparmio oppure consulenza all’investimento di nessuno strumento finanziario.




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CC0 Creative commons - Pixabay

The English version of this article was made with the use of Google Translate. I do apologize for inaccuracies in the English translation but sadly, I don't have the time to translate it by myself.


Hello everybody,

one of the most important innovations for the common user of this blockchain, ie those who write posts and vote for curation rewards, arriving with the coming Hard Fork 21 is the change in the percentage of rewards that is distributed between author and curators.
If until today we were used to receiving 75% of rewards in the role of author and 25% of the same in the role of curator, from Tuesday 27 August 2019 things will change drastically as this percentage will increase to 50% for both categories and therefore, according to what an immediate reasoning might suggest, the curators will earn a little more and the authors a little less.

But things might not even be like this.

In fact, those who are already accustomed to writing posts for some of the Scot Tribes, where the rewards percentages between authors and curators are already 50/50, may have already noticed that, with this new equal distribution, it is easier to get the vote of some whales of some of these Tribes and this in light of the fact that they are more inclined to curation knowing that this practice is paid with a good 50% of the rewards totaled by a post.

The basic reasoning is that by reducing the percentage of rewards that go to the authors, some negative behaviors such as the autovote and the publication of low quality posts are discouraged (or at least should be so) in favor of a greater commitment of the authors to produce good posts and curators to distribute their votes with better criteria.
An author will perceive a lower percentage on the rewards of his posts but on the other hand he should see the total rewards of the latter grow, compensating for the percentage loss and, perhaps, earning more than before.

But there is also a different reasoning that must be done and that is the basis of the whole system on which our Social Media is based and even today, after three years, it works.


In order to give value to one's vote there is only one way: to stake steem in the form of SP (Steem Power); in fact to be able to have a vote worth something, you have to invest in the blockchain.

It could therefore be said that a curator is not just a person who reads a post and decides to vote for it, but is fundamentally an investor/stakeholder and as such should be considered.
The ultimate purpose of an investor is to make a profit on his investment and therefore he will look for ways to achieve it; if there is no possibility of obtaining profits, the stakeholder will move on to a new project, leaving the current one from which it cannot achieve satisfactory positive returns.

So let's put aside the fake moralisms and see the thing from the right perspective: whoever invests money in something does it because it has the ultimate aim of making a profit.
Then they can follow other motivations, such as being part of something innovative and that will change the way you look at things.

We can carry this reasoning on our blockchain and try to reformulate these concepts; many users have decided to invest some money to buy Steem and put them in stakes in the form of Steem Power, many others have decided to convert the earnings of their posts to do the same thing.
Both are investors and expect returns on this investment.
This profit may come from curation rewards or by delegating the steem placed in stakes to someone who can offer them a variable percentage of earnings.

On the other hand, the author of a post does not invest anything other than his time. As we know that the latter is a fundamental resource and unfortunately very limited today, it cannot be quantified in economic terms.

In any case, in the Steem ecosystem those who have the most to lose are certainly the stakeholders because they have bound their Steem Power that are subject to market prices and require 13 weeks to be unstaked.
So while an author has invested time (which he probably thought he could lose to write an article) and nothing more, a curator invested money that is subject to market volatility (much greater in that of cryptocurrencies) and of which cannot be immediately unstaked.

There is an equation that must be considered and that immediately comes to mind in the light of the reasoning we have just faced:

AUTHOR: invested time = CURATOR: invested capital

in other words:

AUTHOR: zero risk = CURATOR: 100% risk

This is what it all essentially comes down to, if we eliminate from the reasoning all the variables that constitutes our blockchain.


After doing all this reasoning, it is clear that it is correct that the gain is equally distributed because if it is true that the author of a post produces an effort and loses time, it is equally true that the risk lies entirely on the side of the curator/stakeholder which immobilizes a capital that is subject to market fluctuations.

At the base of everything there is that both (author / editor) have a fundamental role and that one cannot exist without the other, at least in a structured Social Media like this where at the base there is a remuneration for posts and for who votes them.

So I welcome this Split 50/50, which I hope will translate into an increase in the desire to own Steem Power and consequently have a positive influence on steem prices.
In fact, with less circulation of liquid steem (because they are placed in stakes in order to obtain more steem power) it would correspond to a pressure to purchase the remaining ones with a consequent rise in prices. I repeat it's just my opinion, some of you may not agree with everything I've said, but it's part of the normal cycle of things.

If things really go that way as I said, we will find out together in the coming weeks, for now we just have to continue with our work, be it as a curator or an author ... or both, as in my case.

Greetings,
Carlo (@miti)


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C’è un’altra considerazione da fare, chi si è registrato su Steem ottenendo solo rewards senza mai investire di suo, ha un’altra considerazione per i tokens in suo possesso, una sorta di metodo per accumulare “vere cripto” senza dover sborsare capitali propri, con HF21 anche questo atteggiamento va a ridursi, per il bene collettivo.

Ciao Fede, si è verissimo.. una sorta di crossover tra criptovalute per arrivare a quelle che vengono considerate più solide (secondo me senza motivo, perchè di per se steem rappresenta una blockchain davvero solida e promettente in prospettiva).
Molti guardano a questo HF confrontandolo con i propri interessi diretti, quando bisognerebbe pensare al bene collettivo (e quindi di rimando ne guadagnerebbe anche il singolo grazie alla salita delle quotazioni).

Mi trovo bene ad essere sia autore che curatore.
Ammetto però che in principio propendevo di più a fare solo l'autore proprio per via della mia steem power che è irrisoria.
Grazie alle token tribes ho scoperto il piacere di curare manualmente i contenuti di ogni tribe, infatti per avere più potere di voto ho deciso di investire qualcosina in queste e devo dire che rende la mia esperienza come curatore molto più godibile.

Appoggio l'idea del 50/50 perchè così i curatori sono più invogliati a votare favorendo le interazioni tra gli utenti.

!trdo pronti all'atterraggio! :)

Ottime considerazioni, bravo. In effetti poter avere un peso in queste tribes, come ho scritto anche nell'articolo, costa davvero poco ed ha potenzialmente le prospettive migliori in quanto potrebbero crescere tantissimo se viene compreso il loro motivo di esistere.

Tutto vero se si parte dal presupposto che il tempo valga meno del denaro e la creatività e l'impegno meno del capitale.

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Non ho detto questo. Ho semplicemente detto che nel mondo reale si deve trovare un equilibrio tra capitale e tempo investito. Se hai mai incrociato il campo dell'editoria dovresti aver affrontato questi concetti, così come nel campo della fotografia.. così come in tutte le "arti".
Chi mette il "grano" lo fa per un ritorno economico, le favole lasciamole ai sognatori.
Quindi una divisione 50/50 non mi sembra così drammatica quando nella vita di tutti i giorni assistiamo a ben altre percentuali, ovviamente a sfavore della creatività e dell'impegno.